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la parola all’orchestra: Toni Guga & Sick

L’Orchestra è composta da un bel po’ di elementi (12 al momento) e tanto per prendere maggiore confidenza riprendiamo il dialogo iniziato con le interviste a Pangrus e NigNigNig sulla propria esperienza musicale ed in relazione a Tacuma.

Iniziamo con Toni Guga (Antistar Project) e Sick (Matteo Ciccarone); nell’orchestra si occupano delle batterie elettroniche.

A loro abbiamo posto queste domande:

1) Come ti approcci alla musica elettronica ?
Ritieni sia solo un genere musicale o una modalità modulare per produrre musica ?

2) Come ti rapporti con l’esibizione dal vivo ?

3) Da una decina d’anni sembra che la musica abbia un po’ esaurito le possibilità di creare nuovi generi, ma piuttosto tende a recuperare e rimescolare il passato. Questa è un po’ la via che Tacuma sta seguendo, cercando di mettere in relazione musicisti di diversa estrazione all’interno di un formato “storico” quale è l’improvvisazione che da innumerevoli possibilità attraverso l’ausilio delle potenzialità della musica elettronica. In base a questo e se condividi: come hai vissuto l’esperienza dell’orchestra ?

Seguono le risposte dei musicisti
TG: Toni Guga
S: Sick

TG: Hai ragione quando dici che la musica ha esaurito la possibilità di creare dei generi nuovi, credo che questo sia, almeno per me, legato a una semplice catalogazione di carattere commerciale. Io non penso ad un genere in particolare quando produco. Per me produrre è ricerca del suono poi se viene in chiave dance o chillout non mi importa più di tanto. Quello che conta per me è l’emozione ed il piacere che può darmi l’insieme dei suoni che compongono un pezzo o di una live performance. L’esperienza dell’orchestra l’ho vissuta bene molto bene, è stata interessante ed unica, quella sera qualcuno ha anche detto “ragazzi questa è storia” e io sono d’accordo con lui. Sarebbe da continuare facendo più prove per meglio definire i ruoli di ogni elemento e ovviamente conoscersi di più musicalmente.

TG: Come ho appena detto, la musica elettronica sia ascoltata che prodotta per me è una ricerca del suono che mi fa star bene. Io non produco seguendo degli standard per rendere vendibile un pezzo o meno, non credo in quella forma di espressione artistica. Io produco secondo le mie sensazioni di quel momento.

TG: Il mio approccio alla musica elettronica è quella suonata dal vivo in duo o in un’orchestra come Tacuma. Cerco di inserirmi nel modo più giusto possibile senza esagerare cercando di ritagliarmi degli spazi ma lasciando ampio spazio anche agli altri.

 

S: Penso che nella musica elettronica, reinterpretare e reinventare sia essenziale. Credo sia questo il motivo per cui esistano i campionatori🙂 e tutta la scena hip hop basata sul tagliuzzare e rimontare pezzi del passato.
Io vengo dal mondo dubstep che dall’inizio degli anni 2000 ha subito un evoluzione rapidissima, e se si guarda la scena inglese del momento non si può evitare di notare una contaminazione sempre più marcata dei generi.
Su alcuni siti di dischi, la nuova “uk/funkygarage/post-dubstep/future bass/supercazzola” viene definita “that 130 bpm call-it-whatever-you-want movement”… per capire quanto possa essere sempre più difficile etichettare generi e sottogeneri in questo momento.

S: Con la musica elettronica ho un ottimo rapporto🙂 Amo ascoltarla, mixarla, e da qualche tempo produrla… I generi che al momento mi stimolano di più vanno dalla dubstep, all’hip hop più “elettronico” stile flying lotus e nosaj thing. L’esperienza con tacuma fino ad adesso è stata sicuramente stimolante… è davvero difficile trovarsi su un palco con così tanti artisti, improvvisare, e riuscire a tirare fuori qualcosa di decente. spesso chi fa i live è da solo, o comunque ha qualcosa di preparato preventivamente, ma 12 persone che improvvisano con computer synth e campionatori non sono qualcosa che si vede tutti i giorni.🙂
Chiaramente produrre musica elettronica e molto diverso che produrre musica acustica.
i procedimenti sono diversi, le possibilità pressoché infinite, ognuno ha un approccio differente, e come diceva moby in un intervista: “se hai una band e vuoi provare, magari non puoi perché una volta manca il chitarrista che deve vedere la ragazza, o il batterista perché quel giorno non ha la macchina… mentre se in camera tua hai un campionatore e un synth, sei sicuro che per te ci saranno sempre. i campionatori non hanno fidanzate”.

S: Come esibizione del vivo, a parte con Tacuma, ho sempre solo fatto dj set.
Non è che mi ritenga esattamente uno showman.. quando suono tengo la testa bassa sul mixer e cerco di darmi da fare.

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