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la parola ai musicisti: NigNigNig

Il secondo “dialogo” di approfondimento con i musicisti, lo facciamo con Stefano Franzin, metà del duo NigNigNig (Christian Jayme è l’altro componente) che si è esibito in solo e poi in compagnia di Pangrus e Claudio Kinetik.

Conosco NigNigNig dai tempi in cui trasmettevo a Radio Blackout ed ho un ottimo ricordo dei loro happening radiofonici che in parte mi hanno introdotto alla musica elettronica.

Stefano sta lavorando alla pubblicazione di un suo album, che riprende gli esperimenti che fece negli anni ottanta agli albori della musica industriale nostrana ed al tempo stesso alcuni incipit giunti dalla partecipazione a Tacuma. Vi daremo notizia, una volta che il disco sarà disponibile.

(T: Tacuma – S: Stefano)

T: A Tacuma, abbiamo assistito ad una versione quasi inedita del progetto NigNigNig dato dalle circostanze logistiche, perché hai suonato solo tu, Stefano. Quest’occasione ha dato modo di presentare un lato del inconsueto del progetto ? Oppure è parte di una visione comune e longeva: il vosto progetto arriva da lontano, vero ?

S: Hai ragione, il nostro progetto arriva da lontano. Con Christian c’è una amicizia fraterna e il nostro progetto partì originariamente come programma radiofonico dal nome Necronomicon, su Radio Blackout. Più che programma si trattava di un happening radiofonico dove oltre alla musica utilizzavamo la lettura di testi corrosivi e ci divertivamo con un delay analogico che c’era all’epoca in dotazione alla radio. I nostri gusti musicali spaziavano dal punk al kraut rock e spesso miscelavamo il tutto suonando i dischi all’incontrario. Poi è arrivata la techno – una drum machine, un synth e un campionatore e il gruppo era formato.  IAO SABBAO, il nostro motto, fu il primo nome. Anche noi dal nulla potevamo suonare. E da lì a breve svariati live nei rave illegali e con gli anni anche apparizioni nei giri ufficiali… Devo dirti che come NigNigNig abbiamo anche parallelamente coltivato un anima più sperimentale che si è manifestata negli anni con sonorizzazioni di eventi artistici e con la collaborazione soprattutto di Christian con l’artista torinese Nicus Lucà. Qualche anno fà il sound NigNigNig ha risuonato per settimane all’esterno della galleria d’arte Esso a New York! Il live di Tacuma per me è stato fondamentale perchè mi ha permesso di abbozzare qualcosa che macina da anni. E’ stata un’iniezione di entusiasmo. Mentre Christian è diventato un raffinatissimo dj, io mi sto dedicando a sonorità sperimentali e quindi NigNigNig vive anzi solve et coagula.

T: Come vi rapportate con l’esibizione dal vivo ?

S: Posso dirti che siamo essenzialmente una live band. Mi spiego meglio. Insieme, e in seguito sempre più Christian, abbiamo negli anni registrato, composto un sacco di tracce. Ma la preparzione del live è stato sempre il momento cruciale. La scelta delle macchine da usare, l’interagire e una buona dose di improvvisazione sono sempre state rinnovate per ogni live. Nella musica elettronica e soprattutto techno ci vuole poco per far risultare un live noioso e/o prolisso. Abbiamo anche collaborato con cantanti ed altri musicisti…e mi viene in mente il nostro esordio alla lega dei furiosi come spalla degli Psychic Warriors of Gaia un soundsystem come quello ti assicuro che non lo rivedremo mai più…

T: Tacuma è stato un momento di conoscenza e condivisione di esperienze tra musicisti,  tu come l’hai vissuta ?

S: Benissimo. Suonare con Andrea e Claudio Kinetik Orchestra è stata un improvvisata dell’ultimo minuto e come spesso capita escono fuori cose interessantissime. Io sono per la condivisione e simpatizzo per il free jammin tra artisti. Domenica non c’ero, ma vedo bene l’idea della Tacuma Orchestra. Roger è una persona competente e quindi adatto al ruolo di direttore. Spero che ci metta passione e autorevolezza per dirigere al meglio la prossima esibizione. Noi ci stiamo già preparando…

T: Credi che il pubblico (in occasione del Festival) abbia recepito un qualcosa di diverso rispetto alle consuete serate di musica elettronica (performative o dj set) ?

S: Senz’altro, ma bisogna migliorare. La prossima edizione quando sarà e dove ?

T: Lo scoprirete presto…

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